Parlare di ambiente significa ripensare al proprio stile di vita: ogni gesto, anche il più insignificante della nostra vita quotidiana, ha un impatto sulla salute del nostro pianeta: ogni azione per quanto semplice è decisiva per la salvaguardia dell’ambiente. Attendere il prossimo cestino piuttosto che gettare una cartaccia in terra, evitare l’utilizzo delle plastiche monouso o accendere i riscaldamenti in casa solo per poche ore: sono solo alcuni esempi di come si possa contribuire al bene del pianeta senza alcuno sforzo.
Questo impegno costante è anche una realtà nel mondo del lavoro. Dalle piccole alle grandi realtà, ed in ogni spazio lavorativo, la parola d’ordine è sempre la stessa: sostenibilità ambientale! Le iniziative aziendali per ridurre l’impatto della produzione sull’ambiente sono sempre più frequenti.
La strada per un’economia sempre più sostenibile è già realtà, ma bisogna lavorare a delle soluzioni che possano unire produttività e rispetto per l’ambiente in modo innovativo, senza rinunciare a l’uno o all’altro.
Si può raccontare la moda senza la fotografia? Per Vogue Italia sì.
Vogue Italia ha deciso di spingere l’acceleratore sul tema della sostenibilità ambientale per innovare il proprio prodotto (e collaborare alla salute del nostro pianeta).
Il numero speciale di gennaio della famosa rivista di moda ha presentato una novità che profuma di rivoluzione: raccontare gli abiti attraverso le illustrazioni!
Il disegno a mano è sempre stato parte integrante nella progettazione degli abiti. È attraverso gli schizzi che esso incomincia a prendere forma.
Tuttavia, una volta confezionato l’abito originale la fotografia prende parte al processo creativo.
L’ambiziosa sfida, come ha raccontato il direttore Emanuele Farneti nel suo editoriale, ha coinvolto noti ed emergenti artisti dell’immagine, dell’illustrazione e del fumetto nel racconto degli abiti senza l’utilizzo della fotografia. La scelta di affidare alle chine la cronaca dei vestiti ha permesso alla rivista di ripensare sé stessa e al modo di vivere la moda: puntare all’immaginazione per andare oltre alla materialità del possesso.
Per Vogue si tratta di una prima volta. Sino ad ora nessuna edizione aveva scelto di rinunciare agli scatti fotografici. Una scelta all’insegna della sostenibilità ambientale che le ha permesso di produrre senza inquinare.
Come ha ben spiegato il direttore, in termini di produzione un numero di Vogue implica l’utilizzo di risorse che hanno un notevole impatto sull’ambiente. Tra viaggi in macchina, voli, treni e spedizioni internazionali, il grande utilizzo della corrente elettrica per gli scatti fotografici, gli scarti alimentari delle sessioni di lavoro e gli imballaggi di cartone e plastica per la consegna degli abiti, gli effetti sull’ambiente sono significativi.
L’arte delle illustrazioni non ha bisogno di tutto ciò. Solo l’autore ed il suo foglio bianco!
Otto artisti, un interessante mix tra nomi noti ed emergenti, hanno risposto con entusiasmo alla chiamata raccontando storie di moda attraverso la forza del loro tratto distintivo: il maestro del fumetto italiano Milo Manara, il genio dell’animazione Yoshitaka Amano, l’illustratore Gigi Cavenago, l’artista Vanessa Beecroft, il pittore David Salle, lo scenografo Paolo Ventura e le emergenti Delphine Desane e Cassi Namoda.
Per questo numero, gli abiti sono stati raffigurati secondo lo stile originale dell’artista di volta in volta coinvolto, attraverso la valorizzazione di uno o più elementi. Gli artisti si sono serviti di modelle in carne ed ossa per le loro illustrazioni, vestite e truccate dagli stylist che collaborano abitualmente con Vogue.
Come d’abitudine per la rivista, sono state scelte donne provenienti da tutto il mondo, rappresentanti della bellezza femminile di paesi e culture diverse.
Il risultato? Una galleria d’arte vestita d’alta moda!
Le uniche fotografie contenute nel numero speciale sono state realizzate da due giovani fotografe. La scelta dei due giovani artiste di soli 17 anni (Mikayla Greene e Nyasia Pettway) non è casuale: in questo modo si è scelto di raccontare la moda attraverso “gli occhi del domani prestati al nostro presente”, superando il genere e la diversità!
Sostenibilità al servizio della cultura
L’iniziativa di Vogue Italia al servizio della sostenibilità ambientale ha permesso alla rivista di risparmiare sui costi di produzione.
La cifra messa da parte per il numero speciale è stata reinvestita per una buona causa. L’intera somma è stata devoluta per un progetto culturale: il restauro della struttura che ospita la Fondazione Querini Stampalia Onlus di Venezia, colpita dall’alta marea dello scorso novembre.
La fondazione culturale, nata nel 1869 su iniziativa dell’imprenditore e filantropo Giovanni Querini Stampalia, è da sempre impegnata a rendere disponibili spazi di cultura per la città attraverso le aree della sua biblioteca, del suo museo e delle mostre temporanee. Questa oasi di arte, studio e silenzio, da sempre impegnata a fornire servizi a tutti gli studenti della città, è stata danneggiata dall’acqua alta.
La cifra risparmiata da Vogue, in nome della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico, è stata devoluta per il ripristino degli spazi della Fondazione grazie all’arte dei disegnatori coinvolti nel progetto di gennaio.
Siete curiosi di vedere le illustrazioni contenute nel numero speciale di Vogue?
Cliccate su questo link.
Per avere maggiori informazioni sulla Fondazione Querini Stampalia Onlus visita il sito ufficiale.
_ di Simone Picchi










