Beleolico è un’opera ambiziosa per il rilancio sostenibile della Puglia e per la creazione di filiere produttive sostenibili
Se dici Taranto dici ILVA. Da tempo il nome della città è associato alle vicende delle sue acciaierie come accade per i grandi e piccoli centri urbani che si sono sviluppati di pari passo con l’industria: Torino con la FIAT, ad esempio, ma anche i comuni siracusani del polo petrolchimico o le miniere di carbone del Sulcis in Sardegna.
Le parole d’ordine per ognuna di queste realtà sono riconversione e rilancio verso modelli di sviluppo sostenibile. Voltare pagina per il futuro. Taranto prova a ripartire anche dal vento e a svincolarsi dalla grave eredità lasciata dall’industria pesante sul territorio e sulla vita della comunità.
Un impianto sostenibile per Taranto, e non solo
7 febbraio 2022. La prima turbina eolica è stata posata al largo del golfo di Taranto. Dopo due mesi e mezzo sono stati completati i lavori di installazione del parco eolico offshore. Un lasso di tempo incredibilmente breve se si pensa che l’iter di approvazione della grande opera ha richiesto oltre 14 anni!
La società Renexia, specializzata in impianti eolici e fotovoltaici e mobilità elettrica, è il nome alle spalle di Beleolico, il primo parco eolico offshore del Mediterraneo. Una volta in funzione, grazie alle dieci turbine sarà in grado di coprire il fabbisogno energetico annuo di 60mila persone, vale a dire circa un terzo della popolazione di Taranto. La capacità complessiva dell’impianto sarà di 30 MW, per una produzione annua di oltre 58 mila MWh; il risparmio di CO2 sarà di 730 mila tonnellate.
Inoltre, una parte dell’energia prodotta verrà utilizzata per la produzione di idrogeno verde utile all’alimentazione delle acciaierie.
Sempre a Taranto, la startup barese Hope (Hydrogen for People), in collaborazione con il Politecnico di Bari e con il sostegno del bando TecnoNidi di Puglia Sviluppo, intende posizionare entro l’anno un elettrolizzatore per la produzione di altro idrogeno verde da sfruttare per il trasporto pubblico locale.
Puglia Green Hydrogen Valley
Nonostante la presenza dell’industria siderurgica, la Puglia resta una delle regioni più virtuose quando si parla di rinnovabili, o comunque esistono tentativi di superare un passato (e un presente, purtroppo) fatto di inquinamento e processi giudiziari.
Nell’autunno dello scorso anno Edison e Snam, in collaborazione con Saipem e Alboran, hanno firmato un memorandum di intesa per la realizzazione della Puglia Green Hydrogen Valley: un hub energetico composto da tre impianti di produzione di idrogeno rinnovabile. Le strutture sorgeranno a Taranto, Brindisi e Cerignola per una capacità complessiva di 220 MW e saranno alimentati da impianti fotovoltaici fino a 380 MW. È stato stimato che la Valley sarà in grado di produrre annualmente circa 300 milioni di metri cubi di idrogeno verde, un’iniezione di energia pulita per le industrie e la rete gas locale.
Il progetto si inserisce nelle agende strategie europee e nazionali di investimento sulla produzione dell’idrogeno verde. La nuova filiera potrebbe contribuire non solo all’approvvigionamento energetico ma anche alla creazione di posti di lavoro e a nuove opportunità di ricerca.
Lasciati trasportare dal vento
e scopri di più sull’energia eolica e il suo sviluppo!
_Simone Picchi







