Un gioco educativo che fa riflettere sulle difficoltà nel bilanciare sviluppo sostenibile e pianificazione urbana
I videogiochi sono ormai parte integrante della vita quotidiana. Sembrano lontani i tempi in cui erano associati solo al mondo dei ragazzi o ad adulti considerati immaturi.
Su computer e console a casa o attraverso i piccoli schermi dei tablet e degli smartphone in giro per la città ognuno di noi almeno una volta si è fatto stregare dal loro fascino. Per passatempo o per passione, tutti dedichiamo del tempo ad affinare le nostre abilità per il nostro gioco preferito.
Il giro di affari del mondo videoludico cresce sempre più e il pubblico – sempre più smaliziato – è alla ricerca di quel titolo che lo incolli davanti a uno schermo. Sarebbe sbagliato pensare che un settore così sviluppato (in termini economici e di offerta) possa proporre solo intrattenimento.
Da sempre, infatti, sono presenti giochi educativi e divertenti che strizzano l’occhio a un pubblico attento ai temi dell’ecologia e della sostenibilità ambientale.
Noi di Eicom amiamo parlare di futuro ed energia attraverso storie uniche e interessanti. Ma… anche noi adoriamo rilassarci davanti a un bel videogioco!
Oggi vi parliamo di Black’hood, il primo simulatore di quartieri sostenibili che celebra l’ambiente attraverso la creatività dei suoi videogiocatori.
Quartieri sostenibili e creatività illimitata
Lo scopo di Block’hood è quello di creare da zero interi quartieri sostenibili, dove l’incrocio tra ambiente, sperimentazione energetica e necessità urbane si incastrano nello sviluppo di realtà green e alternative ai modelli di costruzione utilizzati dalle città.
Il giocatore nei panni di un novello creatore, ha la possibilità – di volta in volta – di sperimentare e dare spazio alla sua creatività, dando forma a un futuro in cui le città si sviluppino nel pieno rispetto dell’ambiente.
L’estetica minimale e i colori accesi contribuiscono a far immergere il giocatore in questa avventura di creazione.
Ogni quartiere non potrà che essere diverso da quello creato da un altro perché rappresenta – in per stile, materiali utilizzati e colori scelti – la visione unica di ogni singolo giocatore.
Non solo, la combinazione degli oltre 200 componenti disponibili per la creazione, in uno scenario di gioco sempre diverso, offre potenzialità creative praticamente illimitate. Si tratta di dare forma a uno dei sogni che noi tutti abbiamo avuto quando giocavamo con le costruzioni: creare uno spazio tutto nostro che potesse crescere e diventare sempre più bello nel tempo!
Intrattenimento educativo
Finalista della sezione Games for Impact (dedicato ai giochi che vanno oltre il puro intrattenimento) ai Game Awards di Los Angeles del 2016, il progetto vuole sensibilizzare i giocatori all’ecologia e all’impatto delle azioni sul territorio.
Ogni scelta presa dal giocatore ha degli effetti sulla vita del quartiere creato. Come ad esempio un palazzo costruito con materiale dannoso per l’ambiente o una piazzola posizionata sopra un torrente che blocca lo scolo delle acque, oppure la mancata manutenzione di un’area verde e lo smaltimento scorretto dei rifiuti.
Il gioco aiuta a comprendere il delicato equilibrio tra sviluppo sostenibile delle aree abitate e difficoltà nella pianificazione urbana in generale.
Ogni nuovo blocco, miglioramento o oggetto inserito all’interno del quartiere creato contribuisce a rendere più complesso questo equilibrio dato che ognuno di questi elementi consuma e produce risorse di diverso tipo. Il benessere dei suoi abitanti dipende dalle scelte del giocatore/creatore che dovrà mantenere un bilanciamento ecologico per non trascinare nel degrado la sua creazione.
Il quartiere, una svolta sviluppato, attrarrà cittadini ma anche animali: sta al giocatore badare alla sua manutenzione ed efficienza, in uno spazio colorato con a disposizione risorse fondamentali quali acqua ed elettricità che – se non curato – può trasformarsi in una distesa grigia e degradata.
Il circolo virtuoso delle scelte sostenibili prese dal giocatore alimenterà le aspettative dei cittadini: attenzione a rispettarle!
Gli spazi urbani si stanno sempre più trasformando in chiave sostenibile.
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_ di Simone Picchi










